Siviglia e la Semana Santa.

Finalmente l' Andalusia!

Come avevo fantasticato nella mia Travel list 2016 che trovate qui - complice la Semana Santa - per festeggiare l'arrivo della primavera ho deciso di partire per Siviglia. :-)

I più aggiornati di voi che mi hanno seguita sulla pagina facebook Spring Breaker , sanno già il perchè mi sono ritrovata a visitare Siviglia in un solo giorno anzichè nei due e mezzo previsti... ma visto che sentire delle disavventure di qualcun altro è sempre in qualche modo rinvigorente, e che tanti di voi mi hanno chiesto: "Aspè, volo cancellato? Perchè? In che senso hai cambiato volo e sei a Roma? Ma Ryanair cosa rimborsa?" , ho riassunto brevemente tutto nel primo giorno del mio Diario di Viaggio: Andalusia (VS Ryanair) e vi invito a leggerlo cliccando qui.


Sta di fatto che non mi sono persa d'animo e, arrivata in areoporto a Siviglia la mattina alle 9 e dovendo essere la sera a dormire a Granada, ho deciso di cimentarmi nell'impresa impossibile: vedere tutta la città in una giornata!


Ho lasciato il mio bagaglio alla Stazione di Santa Justa (3 euro circa per il deposito bagagli per 24 ore, maggiori informazioni qui ), ho preso il biglietto del mio treno per Granada alle 18 e, cartina alla mano, sono partita alla scoperta della vivacissima Sevilla. Se volete qualche spunto su cosa non perdere, vi riporto qui la mia camminata passettin - passettino.



  • Casa de Pilatos

Per prima cosa, passeggiando verso il centro della città sotto un bellissimo sole, incappo nella Casa de Pilatos, col suo bel patio con le pareti ricoperte di azulejos e il giardino rigoglioso dove i vividi colori dei fiori attirano la mia attenzione e il suono dell'acqua che zampilla dalle fontane è così rilassante da farmi pensare, complice la sveglia alle tre e mezza del mattino: ma quasi quasi mi fermo qui a meditare tutto il giorno... prenoto anche la visita guidata al piano superiore, da dove mi prendo il tempo per scattare qualche foto e fantasticare un po'.


  • Santa Cruz

Uscita da quest'oasi di pace mi immergo nel Barrio Santa Cruz, il vecchio quartiere ebraico, che è un vero e proprio labirinto di vicoletti pittoreschi. Mi faccio strada tra le case bianche e ovviamente...mi perdo tra le piazzette e i cortili con i cancelli in ferro battuto. Dove andare? Mi decido a seguire il viavai di persone che camminando sicure scelgono di imboccare un vicolo più piccolo degli altri e scompaiono dietro una curva. Mi ritrovo con loro davanti alla Cattedrale e alla Giralda.


  • Real Alcazar

E' la Semana Santa, ve l'ho detto? Questo vuol dire che la città è gremita di gente e quando mi ritrovo in Plaza del Triunfo con da una parte la Cattedrale e dall'altra il palazzo reale vengo attirata ancor prima che dai monumenti dalle tribune che sono state montate intorno alla piazza e per le vie laterali per dare la possibilità a cittadini e avventori di vedere al meglio le processioni dei Nazarenos che dal pomeriggio fino a tarda notte invaderanno la città. Mi rifugio quindi nel Real Alcazar e nei suoi giardini: una magia di architettura, specchi d'acqua, colori, uccellini, pavoni, statue.

Viva la primavera!


  • Plaza de Espana

A questo punto io consiglio a tutti di proseguire e di scendere sempre su quella sponda del Guadalquivir attraverso la zona dell'Università verso Plaza de Espana, che resterà per me il motivo per tornare a Siviglia quanto prima! Volevo andarci nel pomeriggio ma le processioni dei Nazarenos mi hanno bloccata... e mai mettersi contro un corteo di persone incappucciate, non si sa mai! ;-)


  • Calle Betis

Se c'è una cosa che io amo da morire sono le città attraversate da un corso d'acqua, e Siviglia, con la sua passeggiata sul lungofiume Calle Betis e la Torre del Oro - meta perfetta di ogni corridore -, non mi delude. Se ci passate la sera dev'essere un incanto, ho già addocchiato dei localini dove potersi fermare a bere una sangria e a mangiare qualche tapas illuminati dalle lanterne colorate!


  • Puente de Triana

Proseguendo sul lungofiume intravedo il Puente de Triana, e non posso fare a meno, prima di attraversarlo, di dare una sbirciatina veloce alle vie del Barrio di Triana, assaporando l'atmosfera del flamenco mentre sbircio tra le botteghe e i negozietti mille ceramiche variopinte. Prima di salire sul ponte noto il Mercato, a cui una sbirciatina l'avrei data se solo sul Paseo Alcade Marques de Contadero, ovvero l'altro lato della riva, non avessi notato quell'alberello sotto il quale assestarmi per un po' a guardar scorrere l'acqua.


  • Plaza de Toros de La Maestranza

Si sta facendo tardi e il mio treno per Granada si avvicina, decido con riluttanza di lasciare l'ombra del mio alberello al prossimo viaggiatore e di rimettermi in cammino. Passo davanti all'arena di Siviglia, una delle più antiche di tutta la Spagna: in Andalusia la corrida è ancora popolare, e mi aspetto di veder comparire Manolete da un momento all'altro. Aspetto un po' , ma niente. Starà facendo una siesta.


  • La Semana Santa

I cortei della Semana Santa, invece, non li ho cercati io... ma sono loro che hanno trovato me. Se la settimana prima di Pasqua infatti è grande festa in tutta l'Andalusia, Siviglia rimane il centro di una tradizione grandiosa. Più di 100 carri che trasportano effigi sante circondate di rose e candele sono trasportati in processione nella città, accompagnati da Nazarenos, adulti e piccini, vestiti con delle lunghe tonache e i classici cappelli a punta tra canti e croci.


Questi cortei partono dalle diverse chiese della città ad orari differenti, e dalle 16 circa fino a notte inoltrata invadono le vie del centro storico. La folla si accalca sui marciapiedi lungo le vie cercando di non perdersi nulla, i bus si fermano, le transenne bloccano l'accesso alla Plaza del Triunfo e i tanti cittadini e turisti che hanno prenotato si godono lo spettacolo dalle tribune montate per l'occasione.

Io mi incanto a sbirciare le donne velate che accompagnano il corteo, i bambini vestiti con i colori delle confraternite e solo dopo molta fatica riesco a farmi strada tra gli avventori, spagnoli e non, fino ad arrivare a Plaza Nueva e dirigermi verso la stazione di Santa Justa dove il mio trenino per Granada mi aspetta.


  • No8do

Anche mentre decido di riavvicinarmi alla stazione mi rendo conto che in tutta Siviglia, dai tombini alle transenne agli autobus, campeggia la scritta "No8do"... ma che vuol dire? Perchè quell' "8" a forma di gomitolo al centro?

A quanto pare la matassa di lana che sta al centro in spagnolo si dice :"madeja", quindi NO8DO sta per "No ma deja do", ovvero "Non mi ha abbandonato". Sono le parole che pare abbia pronunciato Alfonso il Saggio quando, nonostante il figlio Sancho si fosse messo contro di lui per dividere la città in due fazioni, Siviglia e i Sivigliani gli sono stati fedeli e gli hanno dimostrato affetto fino alla fine.


E' ormai pomeriggio tardi e io mi appresto a prendere il treno per Granada (altrettanto bloccata dai cortei, ma questa è un'altra storia...): è arrivato il momento di salutare Siviglia.


Ma prevedo che molto presto ci tornerò!

Mi sa che questa madeja mi ha legata alla città... e ora come posso abbandonarla?


... Buen Camino

Spring Breaker

Roberta Mandelli



P.s. Se volete leggere il mio Diario di Viaggio in Andalusia (VS Ryanair) cliccate qui.



Vi è piaciuto questo racconto? Siete stati anche voi in Andalusia e volete dire la vostra? Avete domande specifiche? Scrivetemi qua sotto nei commenti e se avete domande a robertaspringbreaker@gmail.com. Seguitemi anche sul mio profilo facebook Spring Breaker ! Grazie a tutte le amiche e gli amici che mi seguono anche su QVC Italia.



 
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