Golden Rock (Myanmar): il risveglio dello spirito.

Il Myanmar è un paese che ti resta nel cuore, me ne sto rendendo conto adesso che il tempo sta cercando di allontanare i ricordi del mio ultimo viaggio ( qui trovate il mio Diario di Viaggio in Myanmar ) . E invece di averla vinta lui, sono le immagini e le sensazioni che mi ha lasciato questo paese ad avere la meglio.


Da Bagan al Lago Inle, dalla Shwedagon Paya a Kalaw e le grotte di Pindaya, il Myanmar unisce alla sua natura rigogliosa tanta spiritualità. E c'è un modo speciale di vivere la religione, molto diversa dai rigori e dai silenzi del nostro cattolicesimo: al contrario di quello che immaginavo il buddhismo che ho scoperto qui è vivido, gioioso, pratico... permea talmente tanto la vita delle famiglie che è imprescindibile dalla Birmania stessa.


Ma è anche "magico".


Non fraintendetemi, non voglio certo confondere superstizione e religione, o filosofia che dir si voglia. Quando parlo di "magia" voglio solo cercare di descrivere un'atmosfera incredibile che nasce nei luoghi sacri grazie alle persone e insieme ai suoni, alle luci, agli odori.

Chi di voi ha visto sorgere il sole a Golden Rock sa di cosa sto parlando.


(P.S. : So che non è la stessa cosa ma quella mattina ho fatto questo filmato. Scusate la scarsa qualità, ho fatto del mio meglio con la tecnologia a mia disposizione ;-) )



So già cosa direte: "... e noi che non ci siamo stati?".

Non preoccupatevi, vi ci porto io! :-)

E chissà mai che un giorno vi troverete a percorrere i miei stessi passi...


Golden Rock è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti di tutta la Birmania. Si tratta di un piccolo stupa costruito sopra un masso ricoperto d'oro che la tradizione vuole in bilico su una ciocca di capelli del Buddha. La Golden Rock (Roccia d'oro, appunto) insieme a tutti i luoghi sacri ad essa collegati si trova sul monte Kyaiktiyo, nello Stato Mon.

Già il viaggio per arrivare lassù è un'avventura.

Da Kinpun (noi ci siamo arrivati partendo da Yangon e dopo una sosta al mercato di Bago) c'è un unico modo per salire in cima al monte Kyaiktiyo: schiacciati a bordo di grossi camion scoperti, che sono gli unici autorizzati a inerpicarsi su per gli stretti tornanti!

La tariffa è di pochi kyat ( 3000 se scegliete di sedervi nelle prime due file, 2500 se state dietro) , il viaggio dura 45 minuti circa... si parte solo quando il camion è stracarico, e durante la salita ci si ferma due o tre volte per dare la precedenza alla vettura che sta facendo la stessa strada in senso inverso. Ad ogni stop qualcuno cerca di venderci cibo o fiori da portare al Buddha, per il resto della salita sembra di essere sulle montagne russe!


All'ingresso della pagoda, dove due grandissimi leoni di pietra si stagliano contro il cielo azzurro, lasciamo le scarpe e procediamo a piedi nudi, come vogliono le usanze birmane. La strada continua leggermente in salita e divide sui due lati i numerosi negozietti e le case da tè.

Questi edifici, mano a mano che ci si avvicina alla Golden Rock, sono sostituiti da costruzioni che contengono statue di Buddha e dei Nat, gli antichi spiriti Birmani. Ci fermiamo in una caratteristica "cappella" per osservare i fedeli che portano in dono agli spiriti frutta, fiori e offerte in denaro e poi proseguiamo verso la grande piazza gremita di gente.


Da qui si diramano diverse piattaforme panoramiche che regalano bellissime vedute della vallata sottostante e della roccia d'oro, vera attrazione, che si avvicina.

Golden Rock non è solo una roccia "dorata", è davvero ricoperta da strati e strati di foglie d'oro! Sono i fedeli stessi che le applicano una dopo l'altra sotto lo stupa. Come da tradizione birmana solo gli uomini possono farlo, così io mi limito a mettere una foglia d'oro tra i miei ricordi (eccola qui, c'è ancora, nel mio passaporto! :-) ) e a scattare mille fotografie mentre aspetto il tramonto.



Intanto la piazza si riempie di fedeli che si accampano per la notte con coperte e tende, i bambini giocano e si rincorrono, alcuni stanno mangiando in allegria. Man mano che la luce cala le luminarie vengono accese. Le ritroveremo tra qualche ora, all'alba, ad aspettarci.


Per ora scendiamo a piedi verso il nostro hotel (Golden Rock Hotel) attraverso le spoglie case di bambù dei commercianti e lavoratori del monte Kyaiktiyo, che sembrano formare un presepe. Qui ci godiamo un po' di riposo nella natura bellissima che ci circonda.


Ci risvegliamo alle tre del mattino per partecipare a uno dei momenti più belli che si possano godere a Golden Rock, e a mio parere in tutta la Birmania. Dall'hotel la salita è ripida e faticosa, ci vogliono circa 45 minuti, ma su era tutto pieno (prenotate per tempo!) e poi una bella camminata di prima mattina ci sta bene (ehm...d'accordo...in piena notte...).


Quando arriviamo la confusione della sera prima pare dimenticata.

Davanti alla Golden Rock decine e decine di monache stanno pregando e cantando, mentre intere famiglie, monaci, donne, bambini, fedeli illuminati dalla luce di centinaia di candele stanno portando al Buddha le loro offerte: piatti colmi di riso, pietanze di tutti i tipi, frutta coloratissima. Composizioni di fiori e ghirlande profumate.

I campanelli che appendono agli altari tintinnano leggermente.

L'incenso brucia incessante.

Il sole sorge.



Alcuni dicono che basti una visita a Golden Rock per convertirsi al buddhismo.

Questo non lo so.

Quello che so è che almeno una volta nella vita vale la pena essere lassù all'alba, chiudere gli occhi e lasciare che la "magia" faccia il suo corso.


... Buen Camino

Spring Breaker

Roberta Mandelli



P.s. Se volete leggere il mio Diario di Viaggio in Myanmar (Burma) cliccate qui.



Vi è piaciuto questo racconto? Siete stati anche voi a Golden Rock e volete dire la vostra? Avete domande specifiche? Scrivetemi qua sotto nei commenti e se avete domande a robertaspringbreaker@gmail.com. Seguitemi anche sul mio profilo facebook Spring Breaker ! Grazie a tutte le amiche e gli amici che mi seguono anche su QVC Italia.


 
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