Cammino di Santiago: il cammino della trasformazione.

Io sono partita per Santiago e non mi ricordo più il perchè.

Il Cammino di Santiago, e più precisamente il Camino Francès, è un percorso che ci accompagna per tutta la Spagna dai Pirenei a Santiago per circa 800 km.

La sua rotta parte da Saint Jean Pied de Port e prosegue attraversando alcune delle città più belle del nord: Pamplona, Logrono, Burgos, Leon, Astorga, Ponferrada... ma i pellegrini che da anni intraprendono il Camino - a piedi o in bicicletta - non lo fanno per turismo. Ma allora perchè? Cosa spinge da anni così tante persone a trasformarsi in pellegrini?

I motivi sono i più disparati.

Alcuni intraprendono un cammino di fede, per altri è la ricerca di una direzione. Ho conosciuto pellegrini partiti per sfidarsi, altri per riflettere, c'è chi sente di avere bisogno "di muoversi" chi invece ha bisogno di un po' di pace. E' incredibile come vite così differenti e bisogni altrettanto disparati spingano le persone a lasciarsi tutto alle spalle per iniziare a fare una cosa all'apparenza semplicissima: camminare.


Io sono partita per Santiago e non mi ricordo più il perchè.


Non scherzo. E' che succedono talmente tante cose nel Camino che a un certo punto (abbastanza presto, a dire la verità) la tua attenzione che prima tenevi fissa sulle tue domande e i tuoi problemi semplicemente... si sposta. Forse cammina anche lei, non lo so.

Dicevo: si sposta.

Cammini, cammini, cammini. All'inizio vorresti pensare. Ti dici: "Cavolo, sei venuta fino qua da sola per pensare, per capire. Concentrati un po' dai."

Ma proprio non ce la fai: cammini. E mentre fai i tuoi chilometri vedi dei posti bellissimi, ad orari in cui di solito stai dormendo, e per le prime ore pensi solo a quello: all'aria fresca, alla luce - la luce che c'è la mattina sul Camino, ragazzi - , al tuo ritmo, al tuo respiro, alle freccie gialle da seguire, ai suoni. Sei così totalmente immersa nella strada che ti dici che è un po' presto per pensare, che magari dopo colazione o dopo i primi dieci chilometri, che spesso tra l'altro coincidono, penserai.

Ma poi succede che incontri qualcuno che è speciale, che ti vedi comparire davanti le rovine di un convento, e quindi aspetti ancora un po'. E a un certo punto sei talmente stanca, accaldata, assetata che ti dimentichi perfino che dovevi pensare. Il cervello si svuota e lascia spazio solo a dei pensieri fondamentali: quanti chilometri mancano? Dove mi fermo oggi? Questa fitta che sento al piede è una vescica nuova? Mangio la pesca adesso o aspetto dopo la curva? Mi riposo dopo la salita o sfrutto l'ombra di quest'albero? Quanti chilometri mancano (ancora)?

E questo elenco potrebbe continuare all'infinito in una sola direzione.

Ma poi succede qualcosa.

Io sono partita per Santiago e non mi ricordo più il perchè.


Non me lo ricordo perchè un giorno, in un punto imprecisato vicino alla statua del pellegrino all'Alto di San Roque, il mio "perchè" si è sciolto. Letteralmente. Come un nodo.

Mi ero svegliata verso le sei a O Cebreiro, un po' più tardi degli altri giorni, infatti la mia intenzione era di arrivare a Triacastela e prendermela con comodo facendo solo 22 km, per riposarmi un po' dopo l'interminabile salita del giorno prima. Quasi tutti i pellegrini dell'enorme camerata dell'albergue avevano avuto la stessa idea. Così facevo a gara con me stessa per riuscire a trovare un po' di spazio sul sentiero per ritrovare il mio ritmo e camminare un po' da sola. Le mie racchette ticchettavano fastidiosamente veloci sullo sterrato, le gambe mi reggevano bene e lo zaino non pesava troppo. Non potevo desiderare di meglio.

Se non che i miei pensieri, i miei perchè, i miei rancori mi sono saliti su nel cervello tutti in una volta: senza volerlo. Vi assicuro che non ci stavo pensando e anzi ormai non ci volevo più pensare. Ma hanno fatto tutto da soli.

E' stato come camminare per chilometri con degli elastici durissimi annodati alle caviglie e ai polsi che tiravano, mi tiravano indietro. Che fatica, lo ricordo ancora...

E poi all'improvviso: PUF!

I nodi si sono sciolti.

E io sono stata libera


(Quel giorno non mi sono fermata a Triacastela, sono arrivata a Samos, che è uno dei posti più belli di tutto il Camino. Non tutti prendono la deviazione per il monastero di Samos - nella foto qua sotto - perchè allunga di 6 km. Voi che leggete qui spero che vogliate passarci, invece, perchè è un luogo magico dove il tempo si ferma e si può respirare un'aria unica.)


Io sono partita per Santiago e se non mi ricordo il perchè il motivo è che a un certo punto lungo il Camino, i miei passi, uno dopo l'altro, l'hanno cancellato. Hanno lasciato al suo posto uno spazio bianco di aria pulita e fresca, dove scrivere mille nuovi perchè, ma diversi - finalmente.


All'inizio di questa pagina chiedevo cosa spinge così tante persone a trasformarsi in pellegrini. Non ho scelto a caso la parola trasformarsi. Tutti i pellegrini che ho incontrato mi hanno aiutata in questo mutamento da quella che ero a quella che sono. Sono la stessa persona, certo, ma con una nuova forma.

Più precisa?

Più definita?


Più... pulita?

Se volete saperne di più trovate qui il Diario di viaggio del Cammino di Santiago.

A voi pellegrini...se vi ricordate perchè siete partiti scrivetemelo qua sotto.

Un ringraziamento speciale alle amiche di Qvcitalia che mi hanno tenuto compagnia lungo la strada.

Buen Camino da Spring Breaker !


 
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