San Pietroburgo (Inverno).

Diario di Viaggio di Spring Breaker - Roberta Mandelli

 

8 Febbraio 2017 - 12 Febbraio 2017.

Con la cara amica Beth decidiamo di trasformarci per qualche giorno in zarine russe. E' inverno e io ho solo il bagaglio a mano (Beth no, perchè con sè ha portato come sempre un bollitore, un cuscino e un orso di peluche), faccio incetta di scaldini per mani e piedi dalla mitica Decathlon e, novella Napoleone, non mi faccio scoraggiare dalle temperature "lievemente" rigide. Si parte! 

 

  • 8 Febbraio 2017. Giorno 1: San Pietroburgo, Russia. -13 gradi ❄️

Sveglia ancora più all'alba dell'alba, ma quando si tratta di prendere un volo non c'è sonno che tenga, mi dico! (Tanto io dormo sull'aereo 🤣)
Ed eccomi arrivata a San Pietroburgo, in pieno inverno... il nostro piccolo rifugio e' in centro,  e dopo una lunga vestizione a base di intimo termico, guantini, guantoni e il mio amato colbacco svedese (che sapevo sarebbe tornato utile, prima o poi...) scendiamo sulla strada innevata e girato l'angolo siamo sulla Prospettiva Nevsky. Continuo a stupirmi che non faccia "poi così freddo", tuttavia una delle prime tappe è vicina. Sto parlando della libreria Dom Knigi, che per molti anni è stata l'unica  a San Pietroburgo.  Girelliamo tra gli scaffali ma ben presto, scoraggiate dall'alfabeto russo che ci osserva dalle facciate dei libri senza farsi capire saliamo al secondo piano, dove c'è il Cafè Singer. Il Singer è un'istituzione a San Pietroburgo, e chi siamo noi per rifiutare una cioccolata calda vicino alla vetrata che dà sulla Cattedrale di Kazam? E' così che la mia dieta di febbraio, arrivata all' ottavo giorno senza grossi intoppi , fallisce miseramente. 

 La vista e' molto bella ma basta aspettare un pochino e ci accorgiamo che  il meglio la città lo da' con le luci della sera e i riflessi dei monumenti tra canali ghiacciati e la Neva ...  Osserviamo  il Palazzo d'inverno, la Chiesa del Sangue Versato e la Cattedrale di Sant'Isacco che si stagliano davanti a noi e  bighelloniamo in giro cercando di farci un'idea della città. Tutto e' bianco e verde acqua. Il freddo e' pungente ma piacevole e ci spinge dentro al Teplo: è un posticino delizioso, quando entriamo ci sembra di essere accolte in casa, ci sono divani, una libreria, una collezione di tazze (<3) . Ehi, c'è anche un calcetto! ...Mi sa che ci fermiamo qui per un po'.

P.S.: fuori dal Teplo c'è una macchinetta per fare le fototessere firmate "Teplo" da lasciare nel locale. Altro che selfie con tag, questo è molto meglio ;-)


Do svidaniya!

Porto di Copenaghen, Nyhavn
Christiania, Copenaghen, Green Light District
  • 9 Febbraio 2017. Giorno 2: San Pietroburgo, Russia. -10 gradi.

Stamattina neve, neve e ancora neve! Impavide ci siamo dirette verso la Fortezza di Pietro e Paolo, ovviamente a piedi... la Neva e' completamente ghiacciata e vediamo da lontano qualcuno che si avventura sulla lastra di ghiaccio. Si sta portando dietro qualcosa, forse un secchio, e dopo poco lo osserviamo armeggiare in qualche modo per poi sedersi lì, in mezzo al niente. Che fa? Medita? Solo più tardi abbiamo un'illuminazione: sta pescando! E il suo armeggiare altro non era che creare il classico foro nel ghiaccio dove far passare la canna da pesca... ma non lo facevano solo gli eschimesi? ;-)

Come prima cosa visitiamo la chiesa, che alle dieci è già aperta, e il piccolo museo a fianco che è compreso nel biglietto, e uscendo dopo un'oretta abbiamo una bella sorpresa: il sole è sorto e il cielo è di un azzurro intenso. Ci scappa qualche foto e 

complici i gradi che iniziano a salire, notiamo tante altre persone che stanno camminando tranquillamente sul bianco dell'acqua, portandosi dietro bambini e passeggini come se niente fosse! 
Che tranquillità! Passiamo  al Museo della letteratura, dove come sempre non capiamo nulla perchè tutti i cimeli sono scritti in russo, e al Museo di Kunst-Kamera - detto anche Museo degli orrori- che ospita al suo interno, oltre al museo di etnografia e antropologia, la collezione voluta dallo zar Pietro il Grande di feti con difetti anatomici, Beth non ce la fa ed esce, e devo ammettere che anch'io sono abbastanza inquietata... riattraverso il fiume e vagolo intorno alla Chiesa del Sangue Versato  in cerca di ispirazione: sono premiata dall'incontro con  un gruppo di giovani che declama poesie di Puskin sotto la sua statua. Menzione speciale, oggi, meritano un vino bianco russo, un raviolone di halibut e la russian borscht. Menziono anche il daiquiri al Belgrad Bar?

 

Do svidaniya!

 

  • 10 Febbraio 2017. Giorno 3: San Pietroburgo, Russia. -8 gradi.

Non c'è San Pietroburgo senza Hermitage, e quindi oggi per una buona mezza giornata mi perdo nel Palazzo d'Inverno, tra i saloni dorati e la luce che entra di taglio dalle vetrate. C'è un enorme pavone dorato che scandisce il tempo, e in effetti il tempo passa velocemente e mi ritrovo catapultata fuori, sulla rive del fiume Neva. Vi ho già detto che qualcuno ieri camminava sulle acque, giusto? Oggi c'ero anch'io! Impavida mi sono avventurata lungo il corso d'acqua ghiacciato... mi trovate qui sotto, che mi allontano dal ponte in direzione della banja russa. Eh già, per riscaldarmi scelgo di fare il tipico massaggio con le foglie di betulla... con annesso secchio di acqua gelata 😅 .

Adesso siamo ad assaggiare il manzo alla stroganoff in un locale anni '20!

 

Do svidanya!

Tivoli, Copenaghen, Helsingor, Kronborg Slot, Amleto
  • 11 Febbraio 2017. Giorno 4: San Pietroburgo. Russia. -6 gradi.

Malgrado la temperatura sia salita oggi c'è un vento pungente che ci accompagna per tutto il giorno. Ci dirigiamo verso l'House of Soviet con l'imponente statua di Lenin che si staglia davanti all'enorme edificio: la sua ombra ci accompagna fino al Monumento agli Eroici Difensori di Leningrado, poco più avanti. Quando arrivo sotto all'obelisco e vedo le fiaccole accese intorno alla statua dei caduti mi prende un'emozione fortissima, e ci metto un attimo a capire che la musica che sento non è nella mia testa ma sale dal lastricato ricoperto di neve. Nel museo, insieme al violino di Shostakovich, che compose la 'Sinfonia di Leningrado', la musica e
e' sostituita dall'incessante ticchettio di un metronomo, come quello che ha trasmesso la radio per gli 827 giorni d'assedio della città. Peccato che le guide segnalino poco questo percorso, forse la parte più autentica che ho visto finora di San Pietroburgo.
Concludiamo la mattinata storica con un pranzo al Caffè Soviet, dove sembra di tornare indietro nel tempo e passiamo il pomeriggio a passeggiare per la Prospettiva Nevskji aspettando che apra il Pushkinskaja 10, centro culturale alternativo con annesse curiose gallerie d'arte. 
Pausa dolcetti all'Eliseev, che e' a metà tra la fabbrica del cioccolato e un alimentari retro' ricco di fascino e stasera cena al Gogol a base di Pel'meni, che diventeranno presto i miei nuovi 'momo' preferiti ( e chi ha letto il mio Diario di Viaggio in Nepal sa di cosa sto parlando...).

 

Do svidanya!

Malmo, Svezia, Dolci svedesi, Design svedese
  • 12 Febbraio 2017. Giorno 5: San Pietroburgo. Russia. -4 gradi.

Ultimissimo giorno nella fredda Leningrado! Scegliamo di godercelo tutto e ci svegliamo all'alba per partecipare alla messa ortodossa celebrata di prima mattina alla Chiesa del Sangue Versato. La cornice e' suggestiva e le litanie e i colori ci fanno dimenticare che non esistono sedie all'interno e si assiste a tutto in piedi e col capo coperto (per le donne)... improvviso un copricapo alternativo con la sciarpa di pile, con risultati buffi che non mostrerò per non espormi al pubblico ludibrio.
Cercando un mercatino vintage lungo la Neva ci imbattiamo nel Miracle Club, un Timecafè, dove non paghi il te' ma solo il tempo che passi seduto nell'accoglientissimo locale, mentre te ne stai in pantofole tra biscottini e studenti di musica che improvvisano suggestivi concerti. E' cosi' accogliente che ci passiamo più di un'ora prima di fare l'ultima passeggiata sul fiume ghiacciato, prendere qualche souvenir e andare verso il nostro volo. 
Questa Russia ghiacciata mi ha stupita, la prossima volta, però, voglio veder scorrere la Neva... chissà se riuscirò comunque a camminare sulle acque 😂🤣!

 

Do svidanya, San Pietroburgo!

Sirenetta di Copenaghen , Copenaghen, Opraen

Qui dalla fredda Russia è tutto, spasiba!

 

Spring Breaker

Roberta Mandelli

 

Un grazie speciale alla mia Kipling che mi ha protetta anche qui!

 

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